L’11 febbraio 2026, alle ore 18, nella Chiesa di San Giovanni Battista dei Celestini di Bologna, si terrà la presentazione del volume La Cappella di San Rocco nella Basilica di San Petronio e il suo restauro. Una storia di oltre cinque secoli. Un appuntamento che si annuncia di grande rilievo per studiosi, appassionati d’arte e cittadini interessati alla valorizzazione del patrimonio culturale, capace di intrecciare storia, ricerca e sensibilità contemporanea.
L’incontro sarà introdotto e moderato da Gianluigi Pagani e vedrà la partecipazione degli autori Antonio Buitoni e Roberto Terra, affiancati da Giuliano Malvezzi Campeggi e Paola Foschi, che presenteranno il lavoro di Mario Fanti. La pluralità delle voci coinvolte testimonia l’ampiezza del progetto editoriale, frutto di un lavoro collettivo che unisce competenze storiche, artistiche e archivistiche.
Al centro del volume vi è la Cappella di San Rocco, uno degli spazi più suggestivi della Basilica di San Petronio, simbolo della devozione cittadina e luogo in cui si intrecciano arte, fede e memoria collettiva. Attraverso un’accurata ricostruzione storica, il libro ripercorre oltre cinque secoli di vicende, mettendo in luce le trasformazioni architettoniche, le committenze e il ruolo sociale della cappella nel tessuto urbano bolognese. Particolare attenzione è dedicata al recente intervento di restauro, inteso non solo come operazione tecnica, ma come occasione di riscoperta e reinterpretazione del bene culturale.
Il restauro, infatti, emerge come momento di dialogo tra passato e presente: un processo che restituisce leggibilità alle opere e, al tempo stesso, stimola nuove riflessioni sul loro significato. In questo senso, il volume si propone come strumento di conoscenza, ma anche come invito alla responsabilità condivisa nella tutela del patrimonio.
Durante l’incontro, Don Gianluca Busi offrirà inoltre una riflessione artistica e spirituale sul dipinto del Parmigianino conservato nella cappella, arricchendo la serata di una dimensione meditativa e simbolica. Il suo intervento contribuirà a evidenziare come l’arte sacra non sia soltanto testimonianza storica, ma anche veicolo di valori, emozioni e interrogativi ancora attuali.
La presentazione del volume si configura così come un momento di incontro tra ricerca, divulgazione e comunità. Un’occasione per riscoprire un luogo emblematico della città e per riflettere sul ruolo della cultura nella costruzione dell’identità collettiva. In un’epoca segnata da rapide trasformazioni, iniziative come questa ricordano l’importanza di custodire la memoria, rendendola viva e accessibile alle generazioni future.

